Il 2012 sarà sicuramente ricordato dai contribuenti italiani come un anno molto pesante dal punto di vista della gravosità della tassazione. La novità degli ultimi giorni è che verrà ricordato anche come un anno di particolare confusione sotto il profilo procedurale e burocratico, dato che uffici postali e banche si ritrovano ancora impreparati a recepire il nuovo Modello Unico F24 semplificato (1 foglio invece dei 3 consueti). Il nuovo F24 è stato predisposto dall’Agenzia delle Entrate con nota del 25 maggio 2012 ed è debuttato (sia pur non maniera brillante) a partire dal 1o giugno, in “coabitazione” con il vecchio modello F24 (fino ad esaurimento scorte). I dati da indicare, in entrambi i casi, sono sempre gli stessi.

I CAAF segnalano il grave disappunto dei contribuenti che, oltre a dover fare non poco piacevoli conti con la rivalutazione del 5% delle rendite catastali, si vedono anche vittime delle incertezze della burocrazia.

D’altra parte, la grande importanza che il Governo attribuisce al gettito derivante dall’Imu, in questa fase di grave crisi economica e con notizie non del tutto positive sulle entrate fiscali (3,44 miliardi in meno rispetto a quanto stimato nel Documento di economia e finanza del 18 aprile 2012), è sottolineata anche dal fatto che la data per il versamento della prima rata dell’Imu è rimasta saldamente ancorata al 18 giugno 2012. Questo mentre, invece, Palazzo Chigi ha dato il via libera alla proroga dei versamenti delle altre tasse fino al 9 luglio (attraverso il Modello Unico 2012).

Dall’Imu il Governo si aspetta un gettito fiscale pari a 21 miliardi di euro, 9 in più di quanti ricavati dall’ultima Ici applicata anche alle prime case, per una copertura complessiva di oltre la metà della manovra correttiva dei conti pubblici di fine 2011 (“Salva Italia”).


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Fabio Giambi
Sono nato il 2 agosto 1984 a Rimini, città sospesa tra il fascino di una storia antica millenni e l’odierna “Babilonia” di culture che popola i suoi lidi d’estate. Mi sono laureato in Storia d’Europa all’università di Bologna nel novembre 2009, con una tesi su padre Ugo Bassi, figura chiave del contrastato rapporto tra religione e libertà nel Risorgimento italiano. Dopo un anno di Servizio Civile alla Biblioteca civica “Gambalunga” di Rimini e uno stage nel Gruppo Hera, alla fine di settembre del 2011 ho iniziato a lavorare presso Maggioli Editore, dove ho intrapreso un nuovo percorso professionale nel mondo dell’editoria. La storia è sempre stata una mia grandissima passione perché in lei trovo la possibilità di aprirmi continuamente a nuovi orizzonti. Fin da piccolino, gli atlanti storici erano le mie letture preferite nel doposcuola. Poi, con il passare del tempo, arrivano la letteratura, la filosofia, il cinema (naturalmente, in primis, quello storico), un grande interesse per l’attualità, la politica e, recentemente, anche l’economia. A volte mi viene il dubbio di stare mettendo troppa carne al fuoco, ma d’altra parte, recita il detto, la vita è una scuola dove non si finisce mai di imparare.

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