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    Amministrativo 21 maggio 2012, 17:27

    Tar Lazio, “l’acqua fa male, il vino fa cantare” ?!

    Sospesa l’ordinanza del Comune di Roma che aveva prorogato per altri sei mesi il divieto di vendita, la somministrazione e il consumo di alcol dalle 23 alle 6 nelle zone della movida capitolina


    Il Tar Lazio ha sospeso, con ordinanza n. 1731/2012, il provvedimento con il quale il 16 marzo scorso il sindaco di Roma Gianni Alemanno aveva prorogato per altri sei mesi, fino al 30 settembre prossimo, l’ordinanza anti-alcol che vieta la vendita, la somministrazione e il consumo di bevande alcoliche, dalle ore 23 alle ore 6, nelle zone della movida capitolina.

    A presentare ricorso contro l’ordinanza anti-alcol, emanata dal Campidoglio, erano stati circa 80 soggetti, tra ristoranti, pub e bar del centro, oltre all’associazione “Riprendiamoci la notte“, che ne rappresenta altri 120, tutti difesi dagli avvocati Manrico Borzi e Nicole Vuisner.

    L’avvocato Borzi spiega che “nel ricorso verso il provvedimento sindacale si è puntato sulla mancanza di motivazione sostenendo che l’amministrazione comunale abbia utilizzato uno strumento nato per fronteggiare esigenze di natura percezionale e straordinaria, rendendolo ordinario attraverso l’utilizzo della proroga“.

    Per il Tar Lazio, la motivazione con la quale il Comune ha reiterato il provvedimento anti-alcol, ovverosia “tutelare l’incolumità e la quiete pubblica nelle zone della città interessate dalla movida notturna“, riferendosi la stessa ad un singolo episodio di violenza (l’aggressione e il ferimento di un 17enne da parte di un ubriaco, avvenuto il 12 marzo scorso), ”non dà sufficientemente conto delle ragioni dell’adozione dell’atto e del perché la situazione non possa essere fronteggiata con i mezzi ordinari” (s’intende un maggiore controllo da parte della polizia municipale).

    Ancora, si legge nell’ordinanza di sospensione del Tar, che reiterare le ordinanze con lo stesso contenuto ”sembra escludere la presenza della contingibilità ed urgenza della situazione, presupposto necessario per l’esercizio del potere sindacale”, poiché la riproposizione senza una sufficiente motivazione, ”è potenzialmente idonea a differire sine die gli effetti di un provvedimento di urgenza, che dovrebbero essere necessariamente limitati nel tempo”.

    La trattazione nel merito del ricorso è stata fissata per il 18 dicembre prossimo, ma il sindaco Alemanno non esclude l’impugnazione della sospensiva dinanzi al Consiglio di Stato, precisando: “Se si trova una regola che permetta di garantire l’ordine pubblico e il contrasto a forme di alcolismo molesto non ci sarà bisogno di una nuova ordinanza. Se si verificheranno nuovi episodi e situazioni non controllate torneranno i motivi dell’urgenza e noi faremo una nuova ordinanza“. Secondo il Sindaco, questa decisione del Tar trova la sua ratio nel pacchetto Maroni che ha annullato il potere di ordinanza dei sindaci ove manchi il carattere di urgenza e contingenza.

    Nelle parole di Alemanno vi è comunque una certa apertura nei confronti degli esercenti: “Convocherò i responsabili dei pubblici esercizi nella zona della movida per definire insieme una regola che non sequestri interi quartieri per vita notturna incontrollata“.

    Ma il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini, incalza: “Dopo la sospensiva per il bando dei campi a scuola e la sospensiva per il bando per le tossicodipendenze, oggi il Tar sospende anche l’ordinanza di proroga antialcool promossa dal Campidoglio del sindaco Alemanno. Tre sospensive del Tar in tre giorni credo siano un record mondiale, ma anche la dimostrazione dell’incapacità della gestione Alemanno”,

    A difesa del sindaco si schiera invece il presidente della commissione sicurezza, Roberto Cantiani, il quale ammonisce: “Il Pd non riconosce più i veri bisogni dei cittadini e in pieno stato di ebbrezza attacca a testa bassa Alemanno”.

    A stemperare gli animi ci pensa, invece, Fabio Mina, presidente di “Riprendiamoci la notte”: “Non c’è una guerra da parte nostra, ma solo la volontà di arrivare a un progetto condiviso. Noi siamo in prima fila nella lotta al degrado e pronti ad offrire il nostro contributo propositivo.”

    Di certo, al di là dei motivi sostanziali e tecnici che hanno indotto il Tar Lazio a pronunciarsi a sfavore dell’ordinanza, è chiaro che il contrasto all’abuso di alcol, specialmente nei giovani, ed ai comportamenti anti sociali, non può limitarsi alla semplice propaganda, ma necessita di interventi concreti che non trascurino però gli interessi dei commercianti e quelli della sicurezza pubblica.

    Qui il testo dell’ordinanza del Tar lazio n. 1731 del 17/05/2012


    Pubblicato da il 21 maggio 2012 alle 17:05 in Amministrativo
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