La riduzione del numero dei parlamentari; la revisione dell’eta’ per l’elettorato attivo e passivo; il rafforzamento dell’esecutivo e dei poteri del premier in Parlamento; l’avvio del superamento del bicameralismo perfetto.

Ecco in sintesi i punti chiave dell’accordo sulla revisione della Costituzione.

L’incontro tra i tecnici della maggioranza, svoltosi ieri pomeriggio, si è concluso con la messa a punto di un testo che modifica la seconda parte della Costituzione.

Sara’ presentato entro due settimane sotto forma di emendamento ad uno dei disegni di legge gia’ depositati in Senato. Hanno partecipato all’incontro Luciano Violante (Pd), Ferdinando Adornato (Udc), Italo Bocchino (Fli), Gaetano Quagliariello e Ignazio La Russa (Pdl). I saggi si rivedranno martedì prossimo per iniziare a stendere l’articolato della nuova legge elettorale sui cui i leader di maggioranza, Pier Ferdinando Casini, Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano avevano raggiunto il giorno prima una intesa di massima e più squisitamente politica. L’accordo, è stato sottolineato, non presenta modifiche sostanziali rispetto alla cosiddetta bozza Violante, come lo stesso ex presidente della Camera, Luciano Violante, ha confermato ai giornalisti: “il testo e’ quello di cui si e’ parlato”.

Quanto alla legge elettorale ci sara’ una riunione nei prossimi giorni: il tema “e’ piu’ complicato, se ne parla fra qualche giorno”, ha replicato ancora Violante. Intanto Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si augura che il cantiere delle riforme avviato in Italia in questi giorni vada avanti. Parlando a Capua, il capo dello Stato ha spiegato: “Oggi si sta approvando il decreto legge sulle semplificazioni e tutta una serie di provvedimenti di riforma importanti che avranno ancora uno sviluppo nelle prossime settimane. Si stanno aprendo nuovi cantieri anche non di precisa iniziativa del governo – ha continuato – come il cantiere delle riforme in campo costituzionale, elettorale e regolamentare. Mi auguro – ha concluso Napolitano – che soprattutto questo cantiere vada avanti rapidamente”.

Ma dopo la riunione della triade ormai ribattezzata ABC sulle riforme, soprattutto quelle elettorali, non mancano le polemiche. “Forse qualcuno pensa di poter andare alle elezioni ad ottobre, noi del Pdl invece pensiamo di no – afferma Gaetano Quagliariello vice presidente dei senatori del Pdl alla Telefonata di Maurizio Belpietro -. Il vertice ha allontanato le elezioni. I tempi per fare la riforma della legge elettorale ci sono. Se la bozza viene presentata entro la prossima settimana puo’ essere approvata in prima lettura prima dell’estate. Non credo che il Pd pensi alle elezioni anticipate, forse qualcuno nel Pd pensa di poter vincere le elezioni con una coalizione del 40%, con la foto di Vasto. Ma non credo che accadra’”. “Dopo il governo Monti si tornera’ alle urne e gli italiani eleggeranno i parlamentari. Se andra’ in porto la riforma della legge elettorale non ci saranno piu’ imbrogli – spiega Ferdinando Adornato -. Tuttavia, la legge non impedira’ di fare coalizioni, quello che non ci sara’ piu’ e’ l’obbligo di imporle a tutti”.

“La legge elettorale che vogliono fare permette al cittadino di dire vota il premier ma la coalizione e il programma ce lo scegliamo noi alla faccia tua – attacca il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro -. Hanno fatto questa scelta perche’ Pd-Pdl-Udc vogliono le mani libere dopo le elezioni. Se vincono possono farsi le coalizioni che vogliono. Tutto questo e’ solo fumo negli occhi. Qui siamo altro che nella prima Repubblica, qui si tratta di vero attentato alla democrazia”.

Entrando nel merito, la bozza approvata ieri dai saggi, prevede il taglio del numero dei deputati (saranno 500, piu’ 8 eletti nelle circoscrizioni Estero); sara’ eleggibile alla Camera chi ha compiuto 21 anni. I senatori invece saranno 254 invece che 315, piu’ 4 eletti all’estero; eleggibile chi ha compiuto 35 anni, invece che 40. La Camera si occuperà delle materie di esclusiva competenza dello Stato, il Senato di quelle su cui vi è concorrenza con le Regioni. Il Governo potra’ chiedere che un disegno di legge sia inserito con priorita’ all’ordine del giorno della Camera, proporre al Presidente della Repubblica la nomina e la revoca dei ministri e chiedere al capo dello Stato lo scioglimento delle Camere. La sfiducia costruttiva deve essere sottoscritta da almeno un terzo dei componenti di ciascuna Camera e contenere l’indicazione del nuovo premier, oltre a dover essere approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera.

 


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