Corte d’Appello del Québec, 19 gennaio 2012 – Canoë Inc. c. Susan Corriveau

FATTO

Nel caso di specie, un messaggio diffamatorio, che riguardava la Sig.ra Corriveau,  era pubblicato all’interno di un sito web canadese.

La persona diffamata contattava il gestore del sito internet, il quale però rimuoveva, solo dopo un ampio margine di tempo, il contenuto in questione.

Per tale ragione, la Sig.ra Corriveau adiva la Cour supérieure, distretto del Québec, domandando, oltre alla rimozione e/o cancellazione del messaggio postato da terzi, anche la somma di 150.000 dollari a titolo di risarcimento dei danni subiti, 50.000 dollari a titolo di danni punitivi e 7.000 dollari per le spese legali.

In primo grado, il tribunale investito della controversia accoglieva le richieste dell’attrice, limitando, però, il risarcimento dei danni a soli 50.000 dollari.

DECISIONE

La decisione di appello conferma, sostanzialmente, le conclusioni raggiunte in primo grado, ritenendo corretta la valutazione effettuata in merito alla condotta tenuta dall’ISP il quale, non avendo verificato e rimosso dal suo sito web i contenuti, avrebbe dimostrato “la sua indifferenza per gli effetti di tale diffamazione e nei riguardi della reputazione dell’attrice”, considerando che tali messaggi erano lesivi della sua dignità, del suo onore e della sua reputazione, ai sensi dell’articolo 49 (2) della Carta del Québec.

La decisione, inoltre, afferma – e si tratta di un passaggio piuttosto discutibile – che era probabile che l’oggetto della pubblicazione (ossia le vicende personali dell’attrice) avrebbe sollevato una forte attenzione da parte del pubblico e che, quindi, era verosimile che fossero pubblicati dei messaggi di contenuto diffamatorio.

Naturalmente, però, la Corte afferma che la responsabilità dell’ISP discenda comunque dalla mancata rimozione a seguito di una notifica ricevuta dalla persona diffamata e non si spinge sino a riconoscere un obbligo, in capo al fornitore di hosting, di controllare il contenuto dei commenti postati dai lettori.

Il testo integrale della decisione è disponibile qui


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Ius on line è un quaderno di Leggi Oggi, in materia di diritto della Rete, con un’attenzione particolare a quello che rappresenta, probabilmente, il problema di maggior rilievo con il quale i giuristi di oggi e quelli di domani, se impegnati sul fronte delle nuove tecnologie, saranno chiamati ad occuparsi: la responsabilità degli intermediari della comunicazione. E’ difficile, infatti, ipotizzare una condotta telematica che sia realizzata senza il concorso – almeno causale – di uno o più intermediari della comunicazione che si tratti di un fornitore di hosting, di provider di risorse di connettività o, piuttosto, di un motore di ricerca. Mettere a fuoco un insieme di regole certe e condivise – auspicabilmente in una dimensione sovrannazionale – in questa materia dovrebbe, pertanto, costituire la naturale ambizione di tutti i cultori della materia. L’incertezza del diritto – qui più che in altri ambiti dello scibile giuridico – rischia di penalizzare le imprese, gli utenti ed i consumatori, l’economia e la politica.

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