A metà settembre, su queste pagine, avevo espresso tutta la mia contrarietà alla emananda (così pareva) tabella unica nazionale delle cd.  macropermanenti, cioè alla tabella che doveva sostituire le note tabelle di Milano e Roma (e le altre eventualmente in uso nei locali Tribunali) per quel che concerne il risarcimento del danno da sinistro stradale nelle ipotesi di lesioni superiori ai nove punti percentuali.

La contrarietà, mia e di molti, moltissimi altri, era sia di metodo (che senso ha/aveva introdurre una tabella del solo danno biologico, visto che oramai da tre anni la Cassazione ci “martella” sul fatto di dover parlare di danno non patrimoniale?) e, oserei dire soprattutto, di merito (visto che con la scusa di introdurre la tabella unica nazionale venivano decurtati i risarcimenti spettanti secondo le tabelle più diffuse sul territorio nazionale, ovvero quelle di Milano, e questo nonostante le sentenze che in questi ultimi mesi hanno spinto invece per la diffusione proprio di queste tabelle milanesi).

Ebbene: le lamentele per una volta hanno portato frutti.

Infatti, in data 24 ottobre 2011, la Camera dei Deputati ha approvato una mozione che “impegna il Governo a ritirare il provvedimento, ingiustificato e lesivo dei diritti dei danneggiati, e a predisporre, in tempi rapidi, un nuovo decreto teso a determinare valori medi di risarcimento del danno biologico per le lesioni di non lieve entità che prendano a riferimento quelli delle tabelle elaborate dal Tribunale di Milano”.

Insomma: almeno per il momento, il tentivo di ridurre ancora una volta i risarcimenti ai danneggiati (ricordiamo cosa è successo con le cd. micropermanenti con la legge 57 del 2001…) è stato sventato.

Certo, non possiamo affatto stare tranquilli, perchè lasciate calmare un po’ le acque, ci riproveranno.

A noi, a tutti noi, il compito di vigilare e dare l’allarme: perchè, non sempre, ma qualche volta sì, è possibile fermare i provvedimenti che non hanno ragione di essere approvati.

* * *

CAMERA DEI DEPUTATI, MOZIONE APPROVATA IL 24 OTTOBRE 2011

La Camera,

premesso che:

relativamente al risarcimento del danno biologico per gli incidenti stradali, il Consiglio dei ministri, nella riunione del 3 agosto 2011, ha approvato su proposta del Ministro della salute, uno schema di decreto del Presidente della Repubblica recante la «nuova tabella delle menomazioni all’integrità psicofisica comprese fra dieci e cento punti di invalidità e del valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto, comprensiva dei coefficienti di variazione corrispondenti all’età del soggetto leso»;

lo schema di decreto, ora in attesa del parere del Consiglio di Stato, è il frutto del lavoro di un’apposita commissione istituita presso il Ministero della salute per dare attuazione all’articolo 138 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, recante il codice delle assicurazioni private;

sino a questo momento la quantificazione dei danni subiti a seguito di un incidente stradale veniva calcolata sulla base di tabelle predisposte da ciascun tribunale, con la conseguenza che molto spesso di verificavano differenze notevoli da regione a regione;

in tal senso la Corte di cassazione civile, sezione III, con la sentenza n. 12408 del 7 giugno 2011 si è pronunciata, superando le disparità di cui sopra, relativamente ai criteri di risarcimento del danno non patrimoniale derivante da incidente stradale. La Corte di cassazione ha, infatti, ribadito che, per il risarcimento del danno biologico per le lesioni di lieve entità (cosiddette micropermanenti), trova sempre applicazione la tabella unica da applicare su tutto il territorio nazionale, predisposta dal legislatore in attuazione dell’articolo 139 del codice delle assicurazioni (decreto legislativo n. 209 del 2005) e ha ritenuto – in attesa della tabella unica di legge per le lesioni di non lieve entità (da 10 a 100 punti – cosiddette macropermanenti), prevista dall’articolo 138 del codice, di riconoscere come parametri generali da porre alla base del risarcimento del danno su tutto il territorio nazionale quelli elaborati dal tribunale di Milano, notoriamente più favorevoli nei confronti delle vittime di incidenti stradali;

l’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica determinerà l’applicazione vincolante per tutti i giudici e in ogni contenzioso pendente al momento dell’entrata in vigore del provvedimento, visto che niente viene detto con riferimento ad una disciplina transitoria;

da più parti sono state sollevate pesanti critiche al provvedimento, la cui applicazione determinerebbe un calo medio dal 40 per cento al 50 per cento dei risarcimenti del danno alla persona in caso di sinistro stradale;

la stessa assemblea dell’organismo unitario dell’avvocatura, riunitasi in Roma il 17 settembre 2011, ha approvato un deliberato contro il decreto del Presidente della Repubblica varato dal Consiglio dei ministri, rilevando che il provvedimento «caso strano, interviene appena due mesi dopo che una sentenza della Cassazione aveva stabilito che le tabelle del tribunale di Milano fossero quelle da ritenersi più congrue per il metodo di calcolo e i valori determinati»,

impegna il Governo

a ritirare il provvedimento, ingiustificato e lesivo dei diritti dei danneggiati, e a predisporre, in tempi rapidi, un nuovo decreto teso a determinare valori medi di risarcimento del danno biologico per le lesioni di non lieve entità che prendano a riferimento quelli delle tabelle elaborate dal tribunale di Milano.


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Renato Savoia
Nato e cresciuto a Verona, vi esercito la professione di avvocato, scappando appena posso ma tornando sempre alla base. Da sempre mi occupo solo di diritto civile (penale vade retro!). Collaboro con la rivista “Il Civilista” (ed. Giuffrè), per la quale scrivo soprattutto in tema di responsabilità civile. Inoltre da qualche anno, sul mio sito (www.renatosavoia.com), pubblico oltre che interventi scritti, video e podcast. Quando mi chiamano, vado a parlare a convegni di formazione per avvocati. Sono convinto, da sempre, che ci sia una profonda distinzione tra essere serio e essere serioso, e che ci siano in giro troppe persone seriose e troppo poche serie: perciò cerco di comportarmi al contrario. Fino a qualche anno fa correvo tutti i giorni e ho corso qualche maratona, adesso d'inverno appena posso scappo sulle piste da sci, e d'estate nuoto o vado a correre. Certo, a meno che non prenda un aereo e mi rifugi a Londra, a guardare un musical o a rimpinguare la mia collezione di dischi in vinile. Lavoro quasi sempre ad alto volume, in tal modo facendo guadagnare punti-paradiso ai colleghi di studio che pazientemente sopportano.

1 COOMENTO

  1. Con il , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 26 mgagio 2009, sono aumentati dell’8,68% gli indennizzi in capitale e le rendite INAIL da danno biologico. A guardare gli aumenti sulla tabella di rivalutazione, pubblicata sul sito dell’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi del Lavoro): c’e8 di cui vergognarsi, perche8 questi sono aumenti da fame per gli invalidi del lavoro, considerando che l’Inail ha un tesoretto , depositato per intero presso la Tesoreria dello Stato, che ammonta ad oltre 13 miliardi di euro, e che l’Inail ogni anno ha un avanzo di bilancio di quasi due miliardi di euro (per il 2009 e8 previsto un avanzo di bilancio di oltre 1,5 miliardi di euro).Invece di usare questi soldi per ripianare i debiti dello Stato, si potrebbe aumentare im maniera consistente le rendite da fame agli invalidi del lavoro.Vale la pena fare qualche esempio.Intanto bisogna specificare quando si ha diritto all’indennizzo, cioe8 solo quando l’invalidite0 e8 almeno del 6%, altrimenti niente, mentre si ha diritto alla rendite0, solo quando questa e8 almeno del 16%.Se ad esempio e8 del 15%, si ha diritto all’indennizzo sotto forma di capitale. Per chi rimane paraplegico (disautonomia motoria del tronco, degli arti inferiori con anche danno genito-urinario), l’Inail riconosce un invalidite0 del 85%.Perdita bilaterale degli arti superiori (amputazione di entrambi gli arti superiori con eventuale sofferenza dolorosa del moncone), l’Inail riconosce un invalidite0 del 85%.Perdita bilaterale della mano, l’Inail riconosce un invalidite0 del 75%. Perdita totale di coscia per disarticolazione coxo-femorale, a seconda dell’applicazione di protesi efficace, l’Inail riconosce un invalidite0 che va dal 45 al 60%.Perdita del piede, l’Inail riconosce un invalidite0 del 30 %,.Perdita dell’avampiede, a seconda del livello, l’Inail riconosce un invalidite0 fino al 20%.Sono quasi 30 mila i lavoratori che ogni anno rimangono invalidi sul lavoro, che molte volte devono battagliare con l’Inail per vedersi riconosciuti i propri diritti e ottenere una rendita in seguito a infortunio (una studio realizzato da Ires-Cgil e dalla Fillea Cgil, dice che un lavoratore su cinque ha dovuto aprire un contenzioso con l’Inail)L’iter per il riconoscimento dell’invalidite0 e8 un percorso fatto di continui esami, valutazioni, ricorsi, visite mediche e raccolte di documenti secondo una logica simile a quella del tribunale, che a volte fa sentire il lavoratore come implicato in un processo. Il 24 giugno 2009 l’Inail ha presentato alla Camera dei Deputati, il Rapporto Annuale 2008 sugli infortuni sul lavoro.Secondo l’Inail, sia gli infortuni sul lavoro, che quelli mortali sono diminuiti nell’anno 2008: per quanto riuguarda gli infortuni mortali, siamo passati da 1207 del 2007, a 1120 del 2008, invece per gli infortuni sul lavoro, siamo passati dai 912419 del 2007, agli 874.940 del 2008.L’Inail non prende minimamente in considerazione il fatto, che nel 2008 c’e8 stata la pif9 grossa crisi finanziaria dal secondo dopoguerra ad oggi, e che molto probabilmente questo calo dipende da questo.Inoltre, come ho detto sempre, questi dati vanno presi con le molle , perche8 anche se i dati Inail sono un punto di riferimento, con cui tutti dobbiamo confrontarci, non sono oro colato . Nel Convegno Inca-Cgil che si e8 tenuto a Roma il 24 giugno 2009 (proprio il giorno di presentazione del Rapporto Annuale Inail), dal titolo Il lavoro offeso , dove e8 stata presentata la ricerca Ires-Cgil e Fillea Cgil, e8 venuto fuori quello che molti pensano da anni, cioe8 che i dati ufficiali, cioe8 quelli dell’Inail, non danno una rappresentazione reale del dramma. Tanto per cominciare c’e8 una parte di infortuni che sfuggono, perche8 vengono denunciati come malattia o fatti passare come incidenti avvenuti fuori lavoro.Anche Franca Gasparri della Presidenza dell’Inca Cgil e8 convinta di una sottovalutazione del problema degli infortuni: noi sappiamo -spiega- che il 30% degli infortuni sul lavoro che avvengono in Italia, non vengono dichiarati come tali e poi c’e8 una sottostima del problema delle malattie professionali. La ricerca -aggiunge- affronta il problema della solitudine forte , della cesura che avviene ogni volta che un infortunio o una malattia professionale colpiscono un lavoratore .Raffaele Minelli, Presidente delI’Inca-Cgil, ha detto che gli infortuni sul lavoro sono molti di pif9, si potrebbe addirittura raddoppiare il dato INAIL, perche8 spesso gli incidenti non vengono denunciati e il sistema delle tutele e degli indennizzi cosec come quello del controllo e della prevenzione e8 del tutto indadeguato . L’Inail piuttosto che fornire statistiche incoraggianti sul dramma degli infortuni e delle morti sul lavoro, dovrebbe pensare pif9 che altro, a indennizzare adeguatamente gli infortunati sul lavoro.Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze.

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