Speciale riforma PA

Social Network 18 settembre 2011, 11:35

Privacy: Facebook contro Germania 0-1

Le istituzioni tedesche dichiarano guerra al social network e vincono la prima battaglia


Non ci sono più dubbi: quella della rigida Germania contro il colosso Facebook è ormai una guerra effettiva portata avanti a colpi di accuse e richieste di chiarimenti. Ma di fronte al dilagare inarrestabile della creazione di Zuckemberg e dopo aver ottenuto risposte considerate insoddisfacenti, la nazione europea ha deciso di giocare duro colpendo Facebook nel suo punto vitale: gli utenti. Al via, pertanto, una vera e propria campagna per convincere i cittadini tedeschi a chiudere i propri accounts.

Ma andiamo con ordine. L’ultima presa di posizione della Germania contro la policy del social network risale alla fine di agosto quando il settimanale tedesco Der Spiegel, intercettando (si presume) una circolare interna alle istituzioni inviata dal Ministero per la Difesa dei consumatori e l’agricoltura, ha resa noto l’invito del Ministro Ilse Aigner a rimuovere dai siti governativi i link alle pagina facebook, i pulsanti Like e le eventuali fanpage di organi istituzionali e governativi. La Aigner, inoltre, avrebbe suggerito ai suoi colleghi di abbandonare Facebook per dare il buon esempio ai cittadini.

Più scalpore aveva sollevato ancor prima Thilo Weichert, garante della privacy del lander Schieswing-Holstein, con la sua decisione di bandire letteralmente le fan page e i pulsanti Like da tutti i siti pubblici istituzionali e aziendali del territorio. In questo caso, però, non si era trattato di un semplice invito bensì di un vero e proprio ordine con termine perentorio 1 settembre 2011 e sanzioni fino a 50.000,00 euro.

Altro episodio ancora antecedente ha riguardato il tanto discusso riconoscimento facciale, una delle ultime chiacchierate novità del social network, oggetto di una rigido schieramento contrario da parte di John Casper, commissario di Amburgo per la protezione dei dati e la libertà d’informazione.

In tutto ciò, a nulla sono servite le proteste di alcuni utenti insorti contro quella che è stata vista come una vera e propria censura a Facebook.

La questione del rispetto della normativa comunitaria in tema di privacy ha raggiunto anche le sedi giudiziarie. In una decisione del 14 marzo 2011, la  n. 91 O 25/11, il LG di Berlino, investito di un procedimento per concorrenza sleale nei confronti di un’azienda che utilizzava il tasto Mi piace, aveva rigettato le accuse di violazione delle normative sulla concorrenza ma sollevato perplessità sul rispetto delle leggi sulla privacy da parte di Facebook, riservandosi ulteriori indagini.

Queste ripetute prese di posizione della Germania si basano sulle asserite violazioni degli standard di privacy comunitari da parte del colosso Facebook il quale raccoglierebbe, in maniera costante e senza la consapevole partecipazione degli utenti, enormi quantitativi di dati personali che vanno dagli indirizzi IP, alle preferenze dei singoli utenti, ai tempi di permanenza sulle pagine aziendali sino alla raccolta di delicati dati biometrici. Questi elementi, aggregati e organizzati, permetterebbero di creare dei veri e propri profili degli utenti, monitorati a loro insaputa e sfruttati per fini economici e di marketing, in violazione dei diritti dei consumatori e, più in generale, dei cittadini.

Inoltre, Facebook è accusato di trasferire i dati degli ignari utenti negli Stati Uniti, e quindi al di fuori della giurisdizione comunitaria, senza richiedere le dovute autorizzazioni. I dati, poi, sarebbero conservati per un periodo esageratamente lungo che potrebbe superare anche i 24 mesi.

I portavoce di Zuckemberg hanno sempre rispedito al mittente le accuse affermando con veemenza la sicurezza del trattamento dei dati e confermando che qualunque informazione raccolta, come gli indirizzi IP, vengono distrutte entro 90 giorni.

Questa volta, però, la tattica delle istituzioni tedesche volta a sottrarre preziosi utenti al social network, ha avuto un effetto diverso dal consueto telegrafico comunicato.

A giudicare dalle prime notizie che circolano in rete, la paura di perdere iscritti e il rischio di un effetto a catena della campagna di sensibilizzazione dei cittadini, avrebbe convinto i vertici dell’azienda a raggiungere un accordo che prevede l’adozione di misure di sicurezza ad hoc per la Germania. A riprova di ciò, il recente viaggio in Germania di Richard Allan, responsabile Facebook per l’Europa, e le sue dichiarazioni di apertura alle iniziative di autoregolamentazione.

Se, quindi, si può segnare un punto a favore della Germania, resta da chiedersi se il problema fondamentale sia la violazione delle norme da parte di Facebook, la disinformazione dei cittadini o, semplicemente, la loro scelta cosciente di pagare con la “violazione della privacy” tutta una serie di servizi più o meno utili forniti gratis o, per lo meno, pagati con i propri dati personali.


Pubblicato da il 18 settembre 2011 alle 11:09 in Social Network
Tags: , , ,


1 Commento per Privacy: Facebook contro Germania 0-1

  1. Pingback: refLex – Istantanee di vita forense – Il blog di Silvia Surano Facebook – Germania 0-1

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Silvia Surano

avvocato, blogger

Rss Feed Facebook LinkedIn Twitter


Articoli dello stesso autore

Appalti pubblici Tecnologia 9 ottobre 2013, 09:00

Firma digitale: sufficiente anche senza il documento di identità

Il 20 settembre scorso il Consiglio di Stato si è pronunciato in merito alla validità della firma digitale nelle procedure di gara telematiche

Commerciale 25 gennaio 2013, 13:30

Concorsi a premio: una disciplina da rivedere?

D.P.R. 430/2001: una normativa spesso ignorata, a volte aggirata, tra ostacoli e difficoltà interpretative

Processo Amministrativo 23 gennaio 2013, 09:30

Giustizia Amministrativa: oggi l’udienza contro delibera su assegnazione interna delle cause

E’ scontro tra i giudici amministrativi sulle delibere del CPGA sui criteri di riparto del carico di lavoro tra i magistrati delle varie sezioni dei TAR

Processo Amministrativo 8 gennaio 2013, 00:01

Processo Amministrativo: come cambiano le impugnazioni dopo i due correttivi al codice

Tutte le novità apportate al Libro Terzo del Codice del Processo Amministrativo (Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104) dai due decreti correttivi

Avvocati 26 novembre 2012, 09:32

Riforma forense, le reazioni di praticanti e studenti

In un momento difficile e di grande tensione, studenti e praticanti, diretti interessati da molte modifiche dell’ordinamento professionale, non restano a guardare e inviano una lettera al Senato con riflessioni, perplessità e proposte


LeggiOggi.it

Ogni settimana il meglio di LeggiOggi.it nella tua E-mail



Ho letto l'informativa e acconsento al trattamento dei dati



NOTA INFORMATIVA SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI EX ART 13 D.LGS. 196/2003 E RICHIESTA DI CONSENSO AL TRATTAMENTO

Maggioli SpA, titolare del trattamento, si propone di gestire il servizio nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei dati personali. Al proposito intende con questa nota, fornire a tutti gli utenti un'informativa sulle modalità e finalità del trattamento dei dati personali in conformità a quanto previsto dall'art. 13 del D.Lgs n. 196 del 30.06.2003. I dati personali forniti dagli utenti verranno trattati elettronicamente e/o manualmente da Maggioli SpA, Via del Carpino 8 - 47822 Santarcangelo di Romagna (RN), titolare del trattamento, per tutte le finalità correlate alla prestazione del servizio. Inoltre, previo suo consenso, i suoi dati saranno trattati dalla nostra società e dalle società del Gruppo Maggioli per l'invio di materiale promozionale inerente i nostri prodotti o servizi o quelli di società clienti del Gruppo Maggioli. L'indicazione della email deve essere fatta con cura in quanto necessaria per ricevere il servizio, i dati a corredo vengono chiesti per targettizzare gli invii informativi. I suoi dati non saranno diffusi. I suddetti dati potranno essere comunicati a soggetti pubblici, in aderenza ad obblighi di legge e a soggetti privati per trattamenti, funzionali all'adempimento del contratto, quali: nostra rete agenti, società di informazioni commerciali, professionisti e consulenti. I suoi dati potranno essere comunicati a soggetti terzi nostri clienti, che li tratteranno in qualità di autonomi titolari del trattamento secondo la definizione contenuta nel D.lgs 196/2003. Tali dati saranno trattati dai nostri dipendenti e/o collaboratori, incaricati al trattamento, preposti ai seguenti settori aziendali: editoria elettronica, mailing, marketing, CED, servizi Internet, fiere e congressi. L'utente potrà esercitare ogni ulteriore diritto previsto dall'art. 7 del D.Lgs 196 del 30.06.2003 che di seguito integralmente si riporta: "1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. 2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione: a) dell'origine dei dati personali; b) delle finalità e modalità del trattamento; c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici; d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'art. 5 comma 2; e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello stato, di responsabili o incaricati. 3. L'interessato ha diritto di ottenere: a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati; b) la cancellazione, la trasformazione, in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettera a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di colori ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento di rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte: a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorchà pertinenti allo scopo della raccolta; b) al trattamento dei dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. "Compilare il form con i propri dati con conseguente dichiarazione espressa di aver letto e accettato questa informativa, autorizza la Maggioli spa e le società del Gruppo Maggioli al trattamento dei suoi dati per le finalità correlate alla prestazione del servizio e per l'invio di materiale promozionale, anche da parte di soggetti terzi nostri clienti, secondo le modalità illustrate nell'informativa. L'utente potrà esercitare ogni diritto previsto dal citato art. 7 con la semplice risposta alla e-mail ricevuta.

Chiudi questa finestra
Torna Su